Ondine’s Curse

La versione in inglese de La Maledizione di Ondine approda sul mercato americano e inglese! Grazie alla mia carissima traduttrice, Cami Rothe, questo sogno si è realizzato!

Ondine's Curse

 

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Libro “La maledizione di Ondine”

LA MALEDIZIONE DI ONDINE

I Guardiani dei Portali VOL I

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Titolo: La maledizione di Ondine

Genere: urban fantasy, paranormal romance

Target: young adult

Pagine: 280

Autrice: Valentina Barbieri. Ha pubblicato un racconto, “Arèl”, nell’Almanacco Fantasy di Lettere Animate.

Trama:

Ondine è una giovane sensitiva in grado di percepire una dimensione in cui gli spiriti vagano, anelando il modo per tornare nel mondo dei vivi.

Cercando una spiegazione razionale e scientifica, Ondine, insieme all’amico Francesco, indaga su eventi paranormali.

La verità inizia a venire allo scoperto quando a Londra incontra Benjamin Law, un giovane e affascinante prete in grado di passare dall’Altra Parte. Grazie a lui, Ondine viene a conoscenza di oggetti posseduti e assiste a un terribile esorcismo.

Le informazioni su un antico Ordine dei Guardiani portano Ondine e Benjamin a Praga, alla disperata ricerca di Lysandra Novacek, l’ultima discendente della famiglia a capo dell’Ordine.

Tra spiriti e luoghi antichi, Ondine viaggerà per l’Europa, affrontando le sue più grandi paure, compresa quella di un amore così forte quanto impossibile.

“Quando attraversi le porte che separano il mondo dei vivi da quello dei morti,

devi essere sicura di poter tornare indietro…” 

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IL BRUSIO DI TAOS

Per prima cosa, il Taos Hum è davvero un ronzio che non lascia dormire gli abitanti dell’omonima cittadina del New Mexico. Il suono a bassa frequenza nelle Montagne Rocciose persiste come un’antica maledizione, viaggia per decine di chilometri nell’aria tersa, spingendo chi lo sente all’esasperazione. La cittadina si trova su un altipiano a 2 mila metri d’altezza, non lontano dal celebre villaggio di Adobe costruito dai nativi Pueblo tra il 1000 e il 1450 d.C. Un tempo il luogo era silenzioso e sacro, ma nel 1991 è arrivato il «Taos Hum», il fantasma sonoro. Il sito Live Science l’ha classificato tra i 10 grandi fenomeni inspiegabili dalla scienza. 

 

Gli hearers, quelli che avvertono il ronzio, lamentano uno stato di malessere generale e sintomi anche gravi (emicranie, difficoltà respiratorie, attacchi di panico, insonnia). Non servono tappi per orecchie, ansiolitici, sonniferi. Alcuni disperati sono scappati da casa in piena notte, percorrendo centinaia di km alla ricerca dell’origine del ronzio. Il ronzio è caratterizzato da una bassa frequenza, compresa fra 30 e 80 Hz, e quindi è difficilmente rilevabile dagli strumenti.

Gli hearers sono il 2% della popolazione della contea e non risultano affetti da disturbi uditivi. Già nel ’93 gli abitanti di Taos, esasperati, ottennero l’intervento di un team di esperti che, diretto da Joe Mullins della New Mexico University, coinvolse l’audiologo James Kelly e centri come il Los Alamos National Laboratory, il Phillips Air Force Laboratory e i Sandia National Laboratories. Si condussero rilevamenti acustici, geodinamici, magnetici, elettromagnetici e nel ‘95 stilarono un rapporto che tuttavia non chiariva il mistero. Esclusero però l’origine geofisica, visto che l’area è poco sismica.

Oggi Taos è un luogo di turisti del mistero. Sono state fatte ipotesi fantasiose: spiriti indiani, potenze infernali o extraterrestri.

Una possibile spiegazione ufficiale è il disturbo uditivo conosciuto come acufene (tinnitus) o un problema al timpano degli hearers.

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METAFONIA (Fenomeno delle voci elettriche)

 

Ondine all’inizio delle sue investigazione viene a conoscenza del fenomeno della Metafonia con il caso del fantasma di Enrico.

 

 

Il fenomeno delle “voci elettroniche” o EVP, conosciuto anche col nome di psicofonia o metafonia o transcomunicazione strumentale, è un presunto fenomeno paranormale che riguarda la manifestazione di voci di origine apparentemente non umana in registrazioni, ricezioni o amplificazioni tramite strumentazione elettronica.

 

La forma più frequente sono registrazione anomala di voci (di solito poco chiare), attribuite a spiriti, su un nastro magnetico o supporti digitali, oppure la loro ricezione tramite una radio, un televisore o persino su un computer o un telefono.

 

Secondo i suoi sostenitori, tale fenomeno permetterebbe di entrare in contatto con i defunti e l’aldilà, o comunque con una dimensione diversa dal piano fisico, permettendo un contatto con entità che interagirebbero attivamente alle domande che vengono poste.

 

 

Nel 1934 in una seduta spiritica, alla presenza dell’allora presidente della Società Italiana Studi Psicofonici, l’ingegner Lorenzo Mancini affermò di aver ricevuto un messaggio da una entità che diceva di essere uno scienziato e annunciava che «negli anni a venire sarebbe stato scoperto nel campo dell’elettromagnetismo qualcosa che avrebbe consentito di parlare coi defunti in maniera diretta».

 

Le voci a volte risulterebbero afone, mentre in altri casi sarebbero più simili ad una normale voce umana. Avrebbero inoltre timbri vocali sia femminili sia maschili. Alcune sarebbero caratterizzate da un suono articolato in maniera molto rapida, appena percepibile, tanto che talvolta è necessario ricorrere a un rallentamento della velocità di riascolto per capire il significato di quanto dicono. A volte risulterebbero perfettamente udibili, mentre in altri casi sarebbero di difficile interpretazione. Un’altra caratteristica che avrebbero queste voci è il poliglottismo, ovvero la capacità di passare da una lingua ad un’altra nello stesso contesto, durante una stessa frase.

 

Tale fenomeno risulta spiegabile come semplice apofonia, ovvero significati in dati casuali o senza alcun senso o riconducibile all’autosuggestione.

I sostenitori dello spiritismo sostengono che si instaura un meccanismo di contatto tra due diversi stati dell’essere, ovvero tra due dimensioni separate: l’entità materiale da un lato e quella disincarnata dall’altra. Queste entità si manifesterebbero direttamente incidendo la loro voce su un supporto magnetico o digitale usato per la registrazione, oppure attraverso l’ausilio di una radio sintonizzata generalmente sulle onde corte.

 

In caso di registrazione le voci sarebbero udibili solo durante la fase di riascolto, e mai al momento del loro intervento, mentre nel caso di manifestazione tramite radio verrebbero udite direttamente, come se si ascoltasse, appunto, una normale stazione radio.

 

Secondo alcuni ricercatori si può ben supporre la ricezione di segnali di interferenza da comunicazioni umane come ripetitori radio, apparecchi telefonici.

 

Secondo il CICAP si tratterebbe di trasmissioni a onde corte che vengono ricevute in maniera inappropriata con strumenti non idonei allo scopo, per esempio comunicazioni tra le navi in mare, trasmissioni meteo e comunicazioni di servizio, che se non ricevute adeguatamente risultano essere distorte e incomprensibili. Sulla registrazione magnetica invece porta come esempio le registrazioni effettuate con apparecchi difettosi, dove lo strisciamento del nastro è discontinuo e crea effetti audio simili alle voci registrate da chi pratica la psicofonia.

 

L’esperimento dell’ingegner Marcello Bacci avvenne nel 2004 a Grosseto e fu condotto in presenza di 37 persone tra I quali investigatori, scienziati italiani, inglesi e portoghesi e alcune madri che avevano perso i loro bambini.

 

Le apparecchiature sono state monitorate, smontate e analizzate, senza trovar traccia di frode.  Furono rimosse tutte le valvole della radio, senza le quali la ricezione era impossibile, ma il fenomeno delle voci elettriche continuarono…

 

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GRAVITA’ E VARIAZIONI

Inez Gomez, uno dei personaggi secondari de La Maledizione di Ondine, invia le sue ricerche sul campo gravitazionale e correla le variazioni con zone più deboli dei confini tra il mondo dei vivi e dei morti.

Il satellite GOCE dell’ESA ha permesso l’elaborazione delle immagini della Terra correlandola alla gravità. Questa mappa somiglia a una sfera di pongo, ma viene considerata il modello più accurato del campo gravitazionale del nostro pianeta.

La terra non è quindi una sfera uniforme poichè la materia non è distribuita uniformemente sulla superficie del pianeta (i mari, per esempio, mutano in continuazione per via dei venti e delle correnti).

Il geoide frutto di questi dati permetterà ai geofisici di comprendere la struttura interna del pianeta; può essere utile inoltre agli oceanografi per le variazioni delle correnti marine.

Alla NASA un satellite simile, il GRACE (Gravity Recovery and Climate Experiment), presenta una risoluzione minore dovuta all’orbita più alta che percorre, ma questo viene compensato dalla sua capacità di cogliere la complessità e la dinamica del fenomeno.

Studiare il geoide permetterà agli scienziati di comprendere i processi tettonici che provocano i terremotti, che spostano una massa sufficiente ad alterare il campo gravitazionale terrestre.

 

Dall’articolo “La gravità cambia la forma della Terra” di Richard A. Lovett per National Geographic News

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INDIGO KIDS

I Guardiani, capace di passare oltre, nel mondo dei morti, vengono chiamati anche Indigo Kids nel romanzo.
Quello dei bambini indaco è un concetto pseudoscientifico nato nell’ambito della subcultura New Age con cui si indicano una generazione di bambini che sarebbero dotati di tratti e capacità speciali o soprannaturali. Il fenomeno, descritto da alcuni autori già con riferimento agli anni sessanta, si sarebbe intensificato dagli anni novanta in poi, cosa che, secondo le credenze New Age, preluderebbe all’imminente evoluzione dell’umanità preannunciata da tutte le correnti del pensiero New Age.
L’espressione “Indigo children” è stata introdotta negli anni settanta dalla parapsicologa Nancy Ann Tappe e ha acquisito popolarità soprattutto a partire dalla pubblicazione di The Indigo Children di Lee Carroll e Jan Tober, nel 1999.
 
A seconda delle fonti, i bambini indaco vengono descritti come dotati semplicemente di spiccate qualità caratteriali (in particolare di empatia, creatività, forza di volontà) oppure addirittura di poteri paranormali come telepatia, chiaroveggenza o la capacità di comunicare con gli angeli. Sebbene negli anni siano state raccolte numerose testimonianze di genitori che asseriscono di riconoscere nei loro figli le caratteristiche dei bambini indaco, la teoria non ha alcun fondamento scientifico, per cui appartiene al campo dell’immaginazione popolare di tipo New Age.
Fra i più noti seguaci della teoria dei bambini indaco c’è Doreen Virtue, già fondatrice della angel therapy (una forma di terapia alternativa basata sull’interazione con gli angeli), che ha recentemente annunciato l’avvento di una nuova generazione di bambini successiva a quella indaco, detta dei “bambini di cristallo” (crystal children).
La teoria dei bambini indaco non è tenuta in alcuna considerazione dalla comunità scientifica, in particolare per la totale assenza di prove empiriche a sostegno.
 
Critiche più specifiche alla teoria dei bambini indaco vertono, in particolare, sulla sua connessione implicita con la polemica sul deficit dell’attenzioni e sul trattamento farmacologico dei disturbi del comportamento infantile negli Stati Uniti e in altri paesi. Alcuni psicologi hanno espresso la preoccupazione che l’influenza del movimento indaco sui genitori possa contribuire a ritardare o rimandare la diagnosi e il trattamento di malattie mentali anche gravi.
Da: Wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Indigo_children
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TELEFONATE DAI MORTI

Ondine riceve una strana telefonata che la sconvolge: la madre Daniela, morta da più di due anni, la chiama per lasciarle un messaggio importante.

Il fenomeno della comunicazione o transcomunicazione, con gli spiriti è conosciuto da migliaia di anni. Gli antichi sciamani erano in grado di contattare il mondo degli spiriti. I mezzi di comunicazione spesso erano dei colpi sul tavolo, la tavola Ouija, la scrittura automatica e attraverso i medium in trance.

Nel 1920 Thomas Edison ha confermato che stava lavorando su una sorta di telefono per contattare il mondo degli spiriti. Guglielmo Marconi e Nicola Tesla erano anche convinti della possibilità di un collegamento strumentale dell’aldilà.

Nei decenni che seguirono, il microfono, il registratore e l’altoparlante sono stati gli strumenti più utilizzati per la comunicazione transdimensionale.

Dell’esistenza di questa fenomenologia si è venuti a conoscenza solo in tempi relativamente recenti (1979) con la pubblicazione del libro “Phone Calls from the Dead” di D. Scott Rogo e Raymond Bayless.

Gli eventi di cui finora si è a conoscenza possono essere classificati come segue:

  • Chiamate telefoniche in cui il ricevente riconosce nel comunicante, iniziatore della chiamata, un defunto.
Tipicamente caratterizzate da estrema brevità e difficoltà a mantenere il contatto.
  • Chiamate telefoniche in cui il ricevente non sa che il comunicante, iniziatore della chiamata, è defunto oppure risposte a chiamate telefoniche fatte da persona vivente la quale non sa che il ricevente, al momento della chiamata, è defunto.
In queste telefonate la lunghezza è maggiore, dovuta proprio alla non conoscienza della morte. In genere il defunto non fa cenno al suo stato esistenziale, anzi scoraggia eventuali iniziative da parte del vivente che farebbero conoscere la verità. Sembra quasi che i defunti cerchino di evitare, durante la telefonata, di creare situazioni scioccanti nell’interlocutore. Da quanto è possibile evincere da questi casi, sembra sussistere una proporzionalità inversa tra durata della telefonata e consapevolezza del vivente di interloquire con un defunto.
    • Telefonate attribuite a persone viventi, senza che queste le abbiano mai fatte fisicamente (telefonate rimaste nelle intenzioni di chi voleva farle).

Sempre dal libro di Scott Rogo e Bayless si evince che le telefonate arrivino a persone che le cercano e sono preparate a riceverle, la loro durata, a quanto sembra, dipende dalla controparte dell’altra dimensione, poiché è lei che inizia e chiude la conversazione.
Le telefonate vengono fatte in modo mirato e denotano una certa organizzazione nell’aldilà in “gruppi di lavoro”.
 I contenuti si presentano piuttosto formali, con scarsa carica emotiva.
Il comunicante dimostra una precisa volontà di instaurare, assieme al proprio “gruppo di lavoro”, una rete internazionale di comunicazione dall’altra dimensione per far capire all’uomo questa realtà.

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