Erzsébet Báthory

 

Erzsébet Báthory, conosciuta anche come Elisabetta Bathory, soprannominata la Contessa Dracula o Contessa Sanguinaria nacque nel 1560 e morì nel 1614. É considerate la più prolifica serial killer della storia. Le vittime oscillerebbero tra le cento accertate e altre trecento di cui era fortemente sospettata all’epoca; secondo un diario trovato durante la perquisizione in casa sua, le vittime sarebbero più di seicento.

Erzsébet nacque a Nyìirbàtor, un villaggio nel nord-est dell’attuale Ungheria, ma venne allevata nella proprietà di famiglia di Ecsed in Transilvania. L’albero genealogico dei Bàthory comprendeva vari eroi di guerra, un cardinale e un re polacco. Nella sua famiglia, a causa della consanguineità, non mancavano malattie del sistema nervoso: molti suoi membri mostravano segni di schizofrenia e altri disturbi mentali.

Fin da bambina, diede segni di squilibrio. All’età di circa sei anni fu testimone di un fatto che lasciò su di lei una traccia indelebile: uno zingaro invitato a corte fu condannato a morte per aver venduto i figli. Elisabetta assistette alla macabre condanna.

All’età di 13 anni, incontrò suo cugino, il principe di Transilvania, il quale, sotto i suoi occhi, fece tagliare naso e orecchie a 54 persone sospettate di aver fomentato una ribellione dei contadini.

Nel 1575 sposò il promesso Ferenc Nádasdy. Il marito, persona crudele e spietata, aveva studiato a Vienna. Amava torturare i servi, senza però ucciderli. Essendo Nádasdy quasi sempre lontano da casa per combattere i turchi, la responsabilità del castello di era affidata ad Erzsébet.

Erzsébet amava vestirsi da maschio e verso i 18-19 anni ebbe una figlia illegittima che venne affidata ad un contadino. Nella leggenda popolare si dice che questa bambina sia la progenitrice di alcune delle famiglie più antiche della zona, quali i Mansfeld, i Riddler e gli Helbinger. Nei primi dieci anni di matrimonio non ebbe figli, ma nei nove anni seguenti partorì tre figlie e un figlio. Fu una madre molto protettiva.

L’incontro più importante fu Dorothea Szentes, un’esperta di magia nera che incoraggiò le sue tendenze sadiche. Dorothea conosciuta come Dorkò insegnò a Erzsébet la stregoneria.

Si dice che un giorno, dopo aver schiaffeggiata una serva, alcune gocce di sangue colarono dal naso di questa sulla mano della contessa. La Báthory credette, in seguito, che in quel punto specifico della mano la sua pelle fosse ringiovanita. Chiese agli alchimisti delucidazioni. Costoro, pur di compiacerla, si inventarono la storia che raccontava di una giovane vergine il cui sangue aveva avuto effetti analoghi sull’epidermide raggrinzita di un aristocratico. La Báthory finì con il convincersi che fare abluzioni nel sangue di giovani, o berlo quando queste fossero state particolarmente avvenenti, le avrebbe garantito la giovinezza eterna.

Si stima che abbia cominciato ad uccidere nel periodo dal 1585. Il marito ed i parenti sapevano delle sue inclinazioni sadiche, ma non intervennero. Le sue vittime, venivano spogliate, incatenate a capo in giù, quindi, seviziate. Le loro gole venivano recise ed il sangue fluiva, pronto per essere raccolto e usato da Erzsébet.

Quando le denunce per le sparizioni delle signorine aristocratiche arrivarono alla Chiesa Cattolica, l’imperatore Mattia II intervenne ordinando un’indagine sulla nobildonna. Gli inviati dell’imperatore entrarono di nascosto nel castello e colsero sul fatto la Báthory mentre torturava alcune ragazze.

Fu incriminata e murata viva nella sua stanza con un foro per ricevere il cibo. Morì suicida quattro anni più tardi, lasciandosi morire di fame in cella. Altre quattro persone, tra cui la fedelissima domestica Ilona Joo e l’amante Laszlo, un esponente della piccola nobiltà locale, furono condannati come suoi complici e torturati con le seguenti sentenze: Fizkco, venne decapitato e gettato nel fuoco, Ilona Joo ebbe le dita amputate e fu bruciata viva assieme a Dorko. Katalyna Beniezky, la meno cattiva del gruppo della Contessa Bathory, ebbe una condanna mite, perché ella si limitava solamente a nascondere i cadaveri delle fanciulle uccise e a volte cercava di dar loro da mangiare a rischio della sua stessa vita.

Erroneamente Erzsébet veniva considerata discendente della celebre figura Vlad III Dracula. Tale teoria è stata però alimentata negli anni solo da storie e leggende popolari. Vlad III fu infatti un principe di etnia romena. Erzsébet fu una contessa di etnia magiara e nel suo albero genealogico non sembrano essere presenti antenati romeni.

 

Fonte principale: Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Erzsébet_Báthory

Per approfondire: La contessa sanguinaria, di Alejandra Pizarnik

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